Vaporizzazione laser della prostata nel St.

Scegliere un posto ad un prostatite

Urologia Ospedale S. Tuttavia non tutti gli uomini con evidenza istologica di iperplasia prostatica sviluppano i sintomi ed è inoltre noto che non esiste correlazione precisa tra aumento volumetrico della prostata e sintomi. Vaporizzazione laser della prostata nel St.

LUTS si dividono in sintomi della fase di riempimento, sintomi della fase di svuotamento e sintomi post minzionali. In conclusione le scale sintomatologiche sono risultate utili per la. Inoltre il numero di visite è andato costantemente aumentando negli ultimi anni.

Consente di porre il sospetto di carcinoma vescicale, di infezione delle vie urinarie, di calcolosi urinaria, di diabete mellito, di diabete insipido, di patologie nefrologiche, ecc. La funzionalità renale deve essere valutata quindi solo nei pazienti con il sospetto di ritenzione urinaria cronica.

Il PSA è utile per la diagnosi differenziale con il carcinoma prostatico ed è correlato al volume della ghiandola. Il volume prostatico è uno dei principali fattori predittivi di progressione della malattia e la sua valutazione nella fase diagnostica iniziale risulta particolarmente importante.

La valutazione del residuo postminzionale deve essere correlata al riempimento vescicale o al volume svuotato. La uroflussometria deve essere eseguita prima di una terapia disostruttiva e deve essere eseguita per lo meno due volte nelle condizioni più confortevoli possibili, evitando la sovradistensione vescicale.

Producono un miglioramento significativo dei sintomi e del flusso vaporizzazione laser della prostata nel St. urinario ma in misura minore rispetto agli a-litici. Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi riducono inoltre il rischio di ritenzione urinaria acuta e il rischio di dover ricorrere al trattamento chirurgico.

La composizione degli estratti vegetali è molto complessa. Contengono una vasta gamma di composti chimici e spesso non è chiaro quale di questi sia il principio attivo. La frequente associazione di più principi attivi in svariati prodotti vaporizzazione laser della prostata nel St.

difficile una valutazione precisa della loro efficacia. Tra i fitoterapici la serenoa repens è sicuramente il più utilizzato. È una pianta della famiglia delle Arecaceae, unica specie del genere Serenoa. È una palma nana endemica nel sud-est degli Stati Uniti sui cui estratti sono state eseguite diverse ricerche che dimostrano come la Serenoa repens sia ricchissima di acidi grassi e fitosteroli.

Entrambe le ricerche sono state oggetto di critiche: per la prima, si sospetta un difetto nella metodologia, per la seconda si ipotizza un insufficiente dosaggio del principio attivo. Vaporizzazione laser della prostata nel St. studi vaporizzazione laser della prostata nel St. vitro hanno dimostrato vaporizzazione laser della prostata nel St. le proprietà della pianta si estendono anche alla riduzione delle cellule cancerogene nella prostata, ma mancano trial clinici al riguardo.

È del uno dei primi studi che ha confermato la possibilità di usare il Tadalafil nel trattamento di questa condizione, congiuntamente con quello della disfunzione erettile. La resezione prostatica transuretrale TURPrappresenta, al momento, il trattamento più utilizzato e di riferimento con il quale si confrontano tutte le altre metodiche. La complicanza più frequente in corso di TURP è quella emorragica. La scelta della tecnica a cielo aperto è abitualmente legata alle dimensioni della ghiandola prostatica essendo indicata per prostate di volume superiore a 80 - ml.

I miglioramenti dei materiali e delle tecniche endoscopiche, hanno comportato vaporizzazione laser della prostata nel St. nella pratica comune ed in mani esperte oggi possano essere eseguite TURP anche per ghiandole superiori a questi volumi. Per tale motivo è consigliabile stabilire un cut off minimo, vale a dire che tale metodica non venga utilizzata, a favore della TURP, nelle prostate di volume inferiore a ml.

Diversi studi vaporizzazione laser della prostata nel St. che la vaporizzazione fotoselettiva laser permette di ottenere gli stessi risultati in termini di Q max, residuo post-minzionale RPM e riduzione sintomatologica rispetto ad una adenomectomia transvescicale. La sicurezza della vaporizzazione laser è stata dimostrata anche per prostate di grandi dimensioni, o in pazienti che assumevano terapia anticoagulante. Lo sviluppo della chirurgia prostatica con laser a Thullium è stato simile a quello per il laser ad Holmio.

Il laser a Thulium ha caratteristiche di assorbimento simili a quelle del laser ad Holmio ma questo tipo di laser non permette di fare litotrissia. I pazienti trattati con ThuVARP hanno mostrato tempi di cateterizzazione ed ospedalizzazione inferiori. Gli effetti collaterali sono significativamente minori rispetto alla TURP. La Vaporizzazione laser della prostata nel St. è stata introdotta nel per i pazienti con prostate di grandi dimensioni.

Infatti, a differenza della vaporizzazione, nella HoLEP i lobi prostatici vengono interamente enucleati, spinti in vescica, morcellati e poi estratti. Se comparata alla TURP, la HoLEP comporta un aumento significativamente maggiore del Q max, garantisce un tempo di cateterizzazione inferiore e una minore durata della degenza postoperatoria.

Queste tre proprietà coerenza, monocromaticità e alta brillanza sono alla base del vasto ventaglio di applicazioni che i dispositivi laser hanno avuto e continuano ad avere nei campi più disparati. Gli effetti del laser sui tessuti possono essere divisi in tre categorie: fototermico, fotochimico e fotomeccanico. Il trattamento laser della iperplasia prostatica è pertanto un campo in continuo fermento ed evoluzione.

Diversi sono gli elementi che caratterizzano questo fermento: -Introduzione di nuovi laser. Ogni laser ha delle caratteristiche ottiche diverse che inevitabilmente hanno portato a risultati clinici diversi. Sulla base di questi risultati alcune tecniche sono ormai diventate obsolete in quanto hanno deluso le aspettative iniziali, altre sono in una fase iniziale di studio, altre ancora sono delle tecniche considerate dalla comunità scientifica delle vere e proprie alternative alla TURP e, addirittura alla chirurgia open.

Segue una breve analisi tecnica delle caratteristiche delle diverse fonti di energia. Il laser a Neodimio è stato introdotto nel ed attualmente non è più utilizzato.

Questo laser rappresenta uno strumento versatile in urologia. Infatti è anche molto usato nelle procedure endoscopiche di litotrissia per la calcolosi urinaria e trova inoltre indicazione nel trattamento delle stenosi delle vie urinarie e nelle procedure di escissione ed ablazione dei tumori uroteliali. Inoltre studi con follow up maggiore di 6 anni hanno segnalato che questi risultati si mantengono nel tempo ed il tasso di ritrattamento è inferiore a quello della TURP.

La penetrazione in profondità nei tessuti è minima 0,8 mm : pertanto la concentrazione di una energia molto elevata in uno strato molto superficiale di tessuto permette una vaporizzazione tissutale molto efficiente. La procedura è realizzabile in one day surgery ed è caratterizzata da una morbilità post-operatoria inferiore alla TURP.

Questo tipo di emissione permette di ottenere una vaporizzazione laser della prostata nel St. vaporizzazione dei tessuti ma una minore versatilità in ambito urologico.

Essa è una procedura laser endoscopica ideata da Gilling nel per il trattamento della IPB che utilizza un laser ad olmio. Queste modifiche riguardano essenzialmente vaporizzazione laser della prostata nel St. tempo della enucleazione.

Si congiungono tra di loro le due estremità: quella apicale mediante una incisione trasversa al di sopra del verumontanum e quella basale mediante incisione della mucosa del collo vescicale. Qui, dopo sezione della mucosa, si lasciano cadere i lobi enucleati in vescica. Un aspetto particolare da segnalare è che la dissezione dei lobi prostatici si ottiene parzialmente.

Questo approccio enucleativo evidenzia maggiormente la stretta somiglianza che questa tecnica endoscopica ha nei confronti della adenomectomia prostatica a cielo vaporizzazione laser della prostata nel St. Le novità introdotte nella nostra tecnica rispetto alla tecnica originale sono diverse: alcune già applicate da altri Autori, altre del tutto originali. Step3: dissezione del lobo medio insieme ad uno dei due lobi laterali. Step4: ricongiungimento anteriore dei piani di clivaggio postero-laterali.

Step5: sviluppo in direzione craniale del piano di clivaggio ed incisione della mucosa del collo vescicale. La morcellazione è stata utilizzata originariamente in chirurgia generale e ginecologica per la rimozione di organi intra-addominali. La morcellazione è il tempo conclusivo della HoLEP. Le differenze tra i 2 devices riguardano sostanzialmente alcuni aspetti dei componenti del sistema: - i movimenti delle lame risultano essere oscillanti nel Piranha mentre hanno un movimento avanti e indietro nel Versacut.

La morcellazione ha sicuramente un tempo più rapido ed è molto più semplice della enucleazione. Infatti questa fase della procedura non ha bisogno di particolari abilità di tecnica endoscopica ma solo di molta attenzione.

Un requisito fondamentale per il raggiungimento di questo obiettivo è quello di avere eseguito al termine della enucleazione una buona emostasi della capsula prostatica al fine di ottenere una miglior visione che risulti essere idonea ad eseguire in sicurezza la morcellazione. Diversi studi hanno evidenziato come questa tecnica risulti essere preferibile alla tecnica convenzionale non solo per una maggiore efficienza ma anche sicurezza. Un altro aspetto tuttora oggetto di indagine clinica è il ruolo del tipo di morcellatore sui tempi della procedura.

I frammenti morcellati del tessuto prostatico sono più piccoli dei chip fette ottenute dalla resezione ma comunque idonei per la valutazione istopatologia anche perché i frammenti sono liberi da alterazioni termoelettriche come nella TURP o nelle resezioni laser. Eur Urol2. BJU Int3.

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