Della prostata chirurgia oncologica

Durata del trattamento di prostatite

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Storie di speranza. Dopo la cura. Organi di governo. Comitati regionali. La nostra storia. Come sosteniamo la ricerca. Cosa finanziamo. Come diffondiamo l'informazione scientifica. A fronte di grandi titoli sui media dedicati al nuovo farmaco o alla nuova tecnica diagnostica, la chirurgia non gode dei riflettori. Eppure negli ultimi anni ha fatto grandi progressi dal punto di vista sia tecnico sia concettuale. Non una grande rivoluzione copernicana, ma tanti piccoli progressi quasi sempre impercettibili ai più.

Per questo oggi è molto più della prostata chirurgia oncologica che i malati non sopravvivano all'intervento o che ne escano menomati. Spiega Ugo Pastorino, responsabile della Chirurgia toracica dell'Istituto nazionale tumori di Milano, uno dei settori che ha visto i maggiori progressi negli ultimi anni: "Innanzitutto bisogna inquadrare i mutamenti culturali. Fino agli anni ottanta si pensava che più della prostata chirurgia oncologica era radicale, maggiori erano le probabilità di successo.

E poiché, in effetti, la farmacologia e la radioterapia offrivano un apporto limitato, l'idea aveva un suo fondamento, anche se negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale era stata portata a della prostata chirurgia oncologica oggi impensabili.

Coloro che intervenivano sul malato, e cioè, oltre al chirurgo, il radioterapista e l'oncologo medico, erano chiusi ciascuno nel proprio mondo, non si parlavano se non raramente e gestivano la propria parte di cura come meglio potevano, ma quasi mai in un'ottica di assistenza globale. Poi tutto è cambiato". Pastorino si riferisce alla progressiva penetrazione del concetto di mutidisciplinarietà che, se per molti anni è sembrato solo uno slogan, oggi è davvero una realtà.

Anche l'intervento, di conseguenza, viene inserito in un contesto globale, programmato con tempi e modalità improntati alla massima efficacia e alla minima compromissione della qualità della vita". A influenzare le decisioni, spiega ancora il chirurgo, sono tanti fattori, tra i quali i farmaci : oggi ne esistono a decine, e in molti casi altamente specifici; decidere se somministrarne uno o più prima o dopo l'intervento è una scelta importante, che va fatta su ogni paziente in base alle sue specificità.

Lo stesso vale per la radioterapiaancora più potente e circoscritta. Le valutazioni globali sono quindi ormai imprescindibili, anche perché i pazienti, sempre più spesso, vivono a lungo, ed è quindi indispensabile approntare per ciascuno di loro un piano di cura che ne salvaguardi il più possibile la salute a tutti i livelli. Oltre a questo aspetto c'è poi quello fondamentale. Spiega il chirurgo: "Ogni passaggio ha subito grandi miglioramenti: dalla preparazione preoperatoria all'anestesia, dall'asportazione del tumore alla gestione delle fasi post operatorie fino alla prevenzione delle complicanze.

Il risultato è un netto miglioramento degli esiti". E anche da questo punto di vista i progressi sono continui: "Si è passati da una fase nella quale il mantra ' mini della prostata chirurgia oncologica meglio ' che aveva portato a errori anche gravi, perché si riteneva che quasi tutti gli interventi dovessero essere trasformati in qualcosa di meno invasivo, spesso eseguito in laparoscopiaa una fase più razionale, nella quale ogni tipo di approccio ha la sua collocazione specifica, quasi sempre supportata da sperimentazioni e valutazioni di grandi casistiche.

Uno dei casi della prostata chirurgia oncologica interessanti da questo punto di vista è quello dell'avvento della chirurgia robotica. Se per molti versi ha deluso le aspettative vedi il box in fondodal momento che non assicura grandi benefici se non in sedi molto limitate e non consente di modificare rapidamente il tipo di asportazione una volta analizzata la situazione, per altri ha permesso un avanzamento tecnologico anche nella chirurgia gestita direttamente dal medico. Anche da questo punto di vista, quindi, la rivoluzione c'è stata ed è tuttora in corso.

Non uno tsunami, ma una serie di sommovimenti che danno un contributo fondamentale al continuo miglioramento dei tassi di sopravvivenza dopo una diagnosi di tumore. Di chirurgia oncologicanei mezzi di comunicazione, si parla poco. Della prostata chirurgia oncologica è imprescindibile in molte forme tumorali.

Come mai? I motivi della prostata chirurgia oncologica da ricercarsi soprattutto in della prostata chirurgia oncologica retaggio storico: per anni, nella seconda metà del Novecento, le procedure sono state sempre improntate a un unico scopo: l' asportazione più radicale della prostata chirurgia oncologica delle masse tumorali.

Poco importava, della prostata chirurgia oncologica, se la qualità di vita del malato che non di rado non sopravviveva all'operazione, nei casi di tumore più avanzato diventava pessima.

D'altro canto, la chemioterapia prima e le terapie a bersaglio molecolare poi e, da ultimo, l' immunoterapiatrasmettevano ai malati la sensazione che la farmacologia stesse facendo grandi progressi, e avrebbe forse presto della prostata chirurgia oncologica garantire l'addio al bisturi. Ma il fenomeno ha importanti ripercussioni perché influenza i finanziamenti e le scelte di politica sanitaria.

E non riflette la realtà. La chirurgia, in molte forme tumorali, è fondamentale, per la sopravvivenza a lungo termine. È necessario aumentare il numero di sperimentazioni cliniche che coinvolgono direttamente l'aspetto chirurgico, in modo che gli interventi entrino a pieno titolo nelle linee guida internazionali".

La domanda aleggia ormai da anni, da quando cioè ha iniziato a diffondersi la chirurgia robotica. Nello studio gli esperti dell'Ospedale universitario di Brisbane, in Australia, hanno reclutato circa malati, tutti con un'età compresa tra i 35 e i 70 anni, senza altre malattie gravi, e li della prostata chirurgia oncologica sottoposti a un intervento tradizionale oppure a uno della prostata chirurgia oncologica con il robot, e sono poi andati a vedere gli effetti sulla continenza urinaria e sulla funzionalità sessualetrovando che non vi erano differenze significative a 6 e 12 settimane dall'intervento, e che lo stesso valeva per quanto riguarda il successo in termini di asportazione della massa; tuttavia, la procedura robotizzata è risultata associata a un tasso minore di sanguinamenti post chirurgicie potrebbe essere indicata in alcuni malati più fragili di altri.

Il dato è in linea con altre casistiche pubblicate negli ultimi anni, ma è valido solo per quanto riguarda il carcinoma prostatico, mentre per altri tumori la discussione è ancora aperta. Rendiamo il cancro sempre più curabile. Informati sul cancro Cos'è il cancro Guida ai tumori Guida ai tumori pediatrici Facciamo chiarezza Cos'è la ricerca sul cancro Glossario. Affronta la malattia Come affrontare la malattia Guida agli esami Della prostata chirurgia oncologica alle terapie Storie di speranza Dopo la cura.

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Autori: Agnese Codignola Data di pubblicazione: 1 gennaio della prostata chirurgia oncologica